{"id":2120,"date":"2021-01-07T13:26:31","date_gmt":"2021-01-07T12:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/vinosa.it\/?p=2120"},"modified":"2021-01-07T13:26:36","modified_gmt":"2021-01-07T12:26:36","slug":"il-vino-nella-scienza-e-la-scienza-del-vino-quattro-chiacchiere-con-lidro-pedologo-ph-d-antonello-bonfante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vinosa.it\/en\/il-vino-nella-scienza-e-la-scienza-del-vino-quattro-chiacchiere-con-lidro-pedologo-ph-d-antonello-bonfante\/","title":{"rendered":"Il vino nella scienza e la scienza del vino. Quattro chiacchiere con l&#8217;idro-pedologo: Ph.D. Antonello Bonfante"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Antonello Bonfante \u00e8 attualmente primo ricercatore presso l\u2019Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (<a href=\"https:\/\/www.isafom.cnr.it\/index.php\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ISAFoM<\/a>) del CNR. Dal 2013 al 2018 \u00e8 stato professore a contratto presso l\u2019Universit\u00e0 di Salerno dove ha insegnato pedologia. Attualmente \u00e8 vice-presidente della divisione <em>Soil Use and Management<\/em> della Societ\u00e0 Italiana di Scienza del Suolo (SISS), ed \u00e8 membro dell\u2019Osservatorio Regionale Agricoltura di Precisione della Regione Campania (ORAdP). Antonello Bonfante \u00e8 responsabile per diversi progetti nazionali in viticoltura ed \u00e8 autore numerose pubblicazioni, molte delle quali legate alla viticoltura. <br><a href=\"http:\/\/www.antonellobonfante.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui<\/a> il suo sito personale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonello, ci diamo del tu, vero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certamente,<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cominciamo da una domanda classica per questo blog: come \u00e8 nata la tua passione per il suolo? E come mai proprio il suolo in relazione alla viticoltura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con questa domanda mi induci a fare outing sulla scelta della pedologia. Tutto \u00e8 iniziato nel 1998 dopo aver sostenuto un esame sulla pedologia con il prof. Fabio Terribile; finiti gli esami, mi dedicai per un anno pieno alla tesi di laurea sulla zonazione viticola. Ovviamente, l\u2019appetito vien mangiando e la pedologia \u00e8 diventata il mio interesse, una passione o meglio ancora una missione. Su quest\u2019ultimo aspetto \u00e8 stata fondamentale l\u2019interazione con Em.prof. Johan Bouma, un punto di riferimento mondiale della <em>soil science<\/em>, con cui condivido diversi lavori ed una forte amicizia. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo lavoro pi\u00f9 recente, pubblicato su <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0378377419322085\"><strong>Agricultural Water Management<\/strong><\/a><strong>, riguarda la relazione tra propriet\u00e0 idrologiche dei suoli e viticoltura. Puoi spiegare ai nostri lettori cosa sono le propriet\u00e0 idrologiche dei suoli ed in che modo esse sembrano essere pi\u00f9 efficaci rispetto alla pendenza dei suoli nel modulare lo stress idrico a cui possono essere soggette le viti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tengo a precisare che quest\u2019ultimo lavoro \u00e8 stato progettato dal Dr. Angelo Basile e sviluppato poi con gli altri coautori su una prova sperimentale su cui ho lavorato molto in prima persona e nella quale avevamo gi\u00e0 pubblicato due articoli internazionali ad alto impatto. Il ruolo del suolo in viticoltura \u00e8 un tema complesso e controverso. Nella maggior parte dei casi i lavori scientifici tendono a sminuire il ruolo del suolo o semplificarlo. Nel 2017 insieme ad altri co-autori abbiamo dimostrato che l\u2019influenza della variabilit\u00e0 spaziale del suolo nell\u2019ambito di prove sperimentali pu\u00f2 sensibilmente inficiare i risultati. Nelle mie presentazioni tendo sempre a ricordare che <strong>il sistema vigna \u00e8 un sistema con una dimensione interdisciplinare<\/strong> e che il singolo settore scientifico riesce a leggere una parte dello stesso, ma non pu\u00f2 spiegare tutto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"680\" height=\"283\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1-vigna-come-sistema-complesso.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2121\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1-vigna-come-sistema-complesso.png 680w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1-vigna-come-sistema-complesso-300x125.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/1-vigna-come-sistema-complesso-500x208.png 500w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Veniamo a come le propriet\u00e0 idrologiche di un suolo agiscono sulla composizione delle uve.<\/p>\n\n\n\n<p>Il movimento dell\u2019acqua nel suolo, la sua ridistribuzione e quindi la sua disponibilit\u00e0 per la pianta dipende dalle caratteristiche idrologiche degli orizzonti del suolo, dal loro spessore e dalla loro distribuzione verticale, dalle condizioni al contorno inferiore (es. presenza roccia madre) e dalle caratteristiche della pianta (intese come capacit\u00e0 di estrarre l\u2019acqua).<\/p>\n\n\n\n<p>In &nbsp;letteratura \u00e8 ben descritto come lo stress idrico condizioni la qualit\u00e0 delle uve ed \u00e8 anche ben evidenziato come tale stress debba essere moderato durante la maturazione delle uve, soprattutto per le variet\u00e0 rosse (van Leeuwen and de Ress\u00e9guier 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo effetto dello stato idrico della pianta non \u00e8 una cosa che sorprende poich\u00e9 l\u2019acqua \u00e8 il principale regolatore dell\u2019equilibrio ormonale per la vite (Champagnol, 1997).<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto anche la scuola di Bordeaux enfatizza il ruolo del deficit idrico del suolo come fattore dominante nell\u2019effetto terroir.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2137\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux.jpg 1000w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-500x334.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-800x534.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Chateau-bordeaux-850x567.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>In pratica, la vite \u00e8 come un artista che quando si stressa d\u00e0 il meglio di s\u00e9, ma lo stress non deve portare alla morte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andamento dello stato idrico di una vite dipende dalle interazioni che intercorrono tra il suolo, la pianta ed il clima (Sistema SPA). Gli apporti pluviometrici da soli non ci dicono molto sulla disponibilit\u00e0 idrica per una coltura e quindi lo stress a cui la pianta sar\u00e0 sottoposta. L\u2019acqua che arriva al sistema SPA dalle piogge sar\u00e0 disponibile o meno in accordo con le caratteristiche del suolo di quel sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suolo l\u2019acqua viene trattenuta dal sistema dei pori, che pu\u00f2 avere una distribuzione dimensionale diversa e diversi livelli di interconnessione. La loro formazione \u00e8 legata a tanti fattori, tra cui il processo di pedogenesi che porta alla formazione di aggregati e da qui la porosit\u00e0 intra e tra aggregati. In base alla dimensione del poro (qui faccio semplificazioni) l\u2019acqua \u00e8 trattenuta con diversa forza sulla base del fenomeno della capillarit\u00e0. Di fatto un suolo saturo di acqua vedr\u00e0 \u201ctutti i suoi pori\u201d pieni di acqua, man mano che si svuota per drenaggio, evaporazione e attingimento colturale, l\u2019acqua verr\u00e0 trattenuta sempre pi\u00f9 fortemente, poich\u00e9 interesser\u00e0 pori di dimensioni via via pi\u00f9 piccole (si descrive cos\u00ec una curva di ritenzione). Quindi, da un certo punto in poi l\u2019acqua sar\u00e0 trattenuta con una forza tale (potenziale idrico) per cui la pianta non riuscir\u00e0 ad estrarre tutta l\u2019acqua di cui necessita in quel momento e finir\u00e0 in una condizione di stress idrico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"498\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-1024x498.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2199\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-1024x498.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-300x146.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-768x373.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-1536x747.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-2048x996.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-500x243.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-800x389.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-1280x622.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-1920x933.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-823x400.jpg 823w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_164544-850x413.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>In un vigneto, lungo un versante, la probabilit\u00e0 di trovarsi in presenza di suoli diversi \u00e8 elevata, e con essa, a parit\u00e0 di gestione, la variabilit\u00e0 delle caratteristiche compositive delle uve.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero comune \u00e8 che il suolo a valle di un versante presenta un regime idrico migliore rispetto al suolo a monte, a causa del ruscellamento superficiale o per movimento laterale interno di acqua. Di fatto omettendo la possibilit\u00e0 che siano le propriet\u00e0 fisiche diverse di questi suoli a generare una relazione diversa con la pianta, influenzandone il comportamento. Mi spiego. Se abbiamo due suoli molto differenti in piano, \u00e8 facile pensare che a parit\u00e0 di condizioni climatiche e coltura, la differente orizzontazione (spessore, sequenza e propriet\u00e0 idrauliche degli orizzonti) generer\u00e0 una risposta colturale differente. Se questo piano lo incliniamo, entrano in gioco processi di ruscellamento superficiale e possibili flussi laterali lungo il versante. L\u2019attivazione di tali processi \u00e8 strettamente connessa alle caratteristiche idrologiche dei suoli lungo il versante, allo stato idrico degli stessi ed alla intensit\u00e0 e durata dell\u2019evento piovoso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi quello che risulta \u00e8 che ci si trova a dover analizzare un sistema dinamico i cui processi dipendono da tutti i fattori in gioco nel sistema stesso<\/strong>. Per tale motivo, la percezione umana non basta e ci si affida all\u2019uso di modelli complessi non lineari, fisicamente basati per analizzare il &nbsp;versante in 2D e comprendere, se e come, i processi di movimento di acqua da monte a valle possano aver influito su di una risposta colturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che \u00e8 abbiamo osservato dai dati raccolti da un progetto di microzonazione condotto nel 2013 \u00e8 che il sistema versante \u00e8 ovviamente orientato ad attivare tali processi, ma questo avviene soprattutto in autunno-inverno e poco o nulla nel periodo vegetativo della vite (aprile- ottobre). Quindi le differenti risposte colturali realizzate, condizionate dal diverso stress idrico vissuto dalle piante, \u00e8 per lo pi\u00f9 riconducibile alle differenti propriet\u00e0 idrologiche dei suoli identificati a monte ed a valle dello stesso che non all\u2019effetto versante.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"405\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1024x405.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2202\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1024x405.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-300x119.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-768x304.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1536x608.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-2048x811.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-500x198.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-800x317.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1280x507.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1920x760.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-1000x396.jpg 1000w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20200618_105137-850x337.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La morale di questa storia \u00e8 che per comprendere una vigna bisogna conoscerla sopra e sotto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi la tecnologia sta facendo passi da gigante. Nell\u2019ambito delle pratiche sostenibili, una delle tecniche pi\u00f9 alla moda sembra essere l\u2019agricoltura di precisione di cui hai discusso in un tuo recentissimo lavoro apparso su <\/strong><a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0034425720300481\"><strong>Remote Sensing of Environment<\/strong><\/a><strong>. Ci puoi spiegare in cosa consiste e qual \u00e8 la sua importanza in ambito vitivinicolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"280\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2139\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione.jpg 750w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-300x112.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-500x187.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>In linea generale col termine agricoltura di precisione ci si dovrebbe riferire ad un approccio alla gestione agricola, sito-specifica, indirizzato all\u2019ottimizzazione dell\u2019uso delle risorse naturali e non, coinvolte nel processo produttivo, rivolto a migliorare le rese produttive (quantit\u00e0 e qualit\u00e0) in modo sostenibile (evitando quindi sprechi, processi di degradazione della risorsa suolo, inquinamento dei corsi d\u2019acqua\u2026etc..). In pratica bisogna utilizzare al meglio le potenzialit\u00e0 \u201cnaturali\u201d del nostro campo, tenendo conto anche della variabilit\u00e0 spaziale dei suoli nello stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le attuali politiche agricole rivolte alla sostenibilit\u00e0 ambientale ed alla necessit\u00e0 di aumentare le rese per far fronte all\u2019aumento della popolazione ed i cambiamenti climatici, hanno spinto nell\u2019utilizzo di tecnologie, di varia natura, a supporto di un\u2019agricoltura di precisione. Ma resta un gap importante da colmare sulla conoscenza dei meccanismi di regolazione delle piante ai fattori pedoclimatici (informazioni che rileviamo) che limita fortemente l\u2019utilit\u00e0 dei dati che siamo capaci di collezionare. Inoltre, in ambito vitivinicolo, il termine \u201cprecisione\u201d dovrebbe essere rivolto non solo alla conoscenza delle caratteristiche del territorio ma anche alla conoscenza delle peculiarit\u00e0 varietali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2018, da un articolo dell\u2019Osservatorio &nbsp;Politecnico di Milano dedicato all\u2019agricoltura 4.0 (<a href=\"https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/%20digital-economy\/boom-di-agricoltura-4-0-mercato-in-crescita-del-270\/\">https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/ digital-economy\/boom-di-agricoltura-4-0-mercato-in-crescita-del-270\/<\/a> ), emergeva che <strong>il 45% degli agricoltori intervistati affermavano di essere coscienti della rilevanza dei dati collezionati da sensori in campo od in remoto, ma non gli \u00e8 ancora chiaro come valorizzarli.<\/strong> L\u2019importanza di tali sistemi \u00e8 emersa anche recentemente dall\u2019analisi Coldiretti su dati dell\u2019Osservatorio Smart AgriFood nel 2020, che prevede il coinvolgimento nei prossimi due anni del 10% dei campi coltivati in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi assistiamo a una espansione dell\u2019uso di sensori fissi o trasportati per il monitoraggio colturale in ambito agricolo e quindi anche vitivinicolo.<\/p>\n\n\n\n<p>A parer mio esistono diverse criticit\u00e0 da risolvere o da discutere nell\u2019utilizzo di tali tecnologie in vigneto che riguardano i <strong>sensori di campo<\/strong>, le <strong>informazioni telerilevate<\/strong> ed i <strong>sistemi di supporto alle decisioni<\/strong> (DSS). Quest\u2019ultimi capaci d\u2019integrare le informazioni collezionate in campo attraverso modelli matematici e fornire opzioni di azione all\u2019agricoltore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"932\" height=\"516\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2145\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento.png 932w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-300x166.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-768x425.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-500x277.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-800x443.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-722x400.png 722w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/telerilevamento-850x471.png 850w\" sizes=\"(max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Per quel che riguarda i sensori fissi in campo<\/strong>, si potrebbe aprire un mondo sulla bont\u00e0 e sulla validit\u00e0 in senso applicativo della misura dei differenti sensori in commercio, \u00e8 il caso per esempio delle sonde per il &nbsp;monitoraggio del contenuto idrico del suolo che pu\u00f2 essere misurato nei network di campo attraverso sonde di diversa natura e costo. Anche applicando le sonde pi\u00f9 affidabili (es. basate sul time domain reflectometry &#8211; TDR), l\u2019informazione che otteniamo di contenuto idrico, poco ci racconta sullo stato di stress della pianta se non si conosce la curva di ritenzione del mezzo in cui si trova quella sonda. Due suoli possono presentare stesso contenuto idrico, ma il potenziale a cui quest\u2019acqua \u00e8 trattenuta potrebbe essere molto diverso e quindi con esso lo stress a cui \u00e8 sottoposta la pianta.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro punto importante \u00e8 la <strong>spazializzazione<\/strong> del dato rilevato che richiede una profonda \u201cconoscenza scientifica\u201d del sistema in cui si opera (geomorfologia, variabilit\u00e0 spaziale del suolo, \u2026etc.)<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, al di l\u00e0 delle criticit\u00e0 di tipo economico vi \u00e8 un problema di interpretazione del dato che pu\u00f2 avvenire solo con un approccio scientifico, non improvvisato. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le <strong>Informazioni telerilevate sono molto importanti poich\u00e9 danno una <\/strong>visione dall\u2019alto utile a &nbsp;comprendere i pattern spaziali di comportamento di una coltura omogeneamente distribuita sul territorio. Purtroppo il vigneto \u00e8 un sistema agricolo con una struttura spaziale complessa, caratterizzata da filari ed interfilari nei quali ritroviamo la vite, il suolo nudo o essenze spontanee e pertanto richiede una elevata risoluzione spaziale dell\u2019informazione telerilevata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"820\" height=\"260\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2147\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2.jpg 820w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2-300x95.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2-768x244.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2-500x159.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/agricoltura-di-precisione-2-800x254.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come informazioni telerilevate possiamo considerare immagini multispettrali da satellite od ottenute da camere multispettrali montate su drone. Ogni tecnica ha i suoi pro e contro, si potrebbe aprire una discussione lunga e complessa, ma qui vorrei solo porre l\u2019attenzione sulla difficolt\u00e0 di utilizzo di una immagine da satellite in vigneto per il monitoraggio. Da anni collaboro con un gruppo israeliano esperto in spettrometria e remote sensing (Prof. Anna Brook) e con il mio laboratorio di supporto all\u2019agricoltura di precisione (SPA-Lab, CNR-ISAFOM, <a href=\"https:\/\/sites.google.com\/view\/phdantonellobonfante\/lab\">https:\/\/sites.google.com\/view\/phdantonellobonfante\/lab<\/a> ) effettuo voli con drone e camere multispettrali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grosso problema delle immagini da satellite multispettrali con alta risoluzione temporale, gratuite (es. Copernicus Sentinel 2A o Landsat) \u00e8 proprio la risoluzione spaziale. Tale risoluzione \u00e8 adeguata per colture di pieno campo (food crops), ma non si adatta bene con la scena della vigna per i motivi espressi in precedenza. &nbsp;In pratica, la risoluzione del satellite fa s\u00ec che nel pixel vi sia una informazione relativa ad una superficie mista (Vite-Suolo- essenze spontanee) e quindi l\u2019indice calcolato non \u00e8 riferibile solo ed esclusivamente alla vite. Di seguito riporto l\u2019immagine dell\u2019indice NDVI ottenuto da due satelliti ed un drone con camera multispettrale, per lo stesso giorno su un appezzamento di 3000 mq di vitigno Greco.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"235\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2-telerilevamento.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2123\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2-telerilevamento.png 512w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2-telerilevamento-300x138.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/2-telerilevamento-500x229.png 500w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Credo sia ben evidente come la differenziazione in campo delle piante non sia colta dalle immagini da satellite, di fatto solo con l\u2019immagine ad alta risoluzione si riesce a percepire il pattern differenziato nel campo di comportamento delle piante (zona verde al centro dove le piante mostrano una vigoria maggiore), consentendo probabilmente di agire nella direzione di un\u2019agricoltura di precisione. Di seguito un altro esempio in cui un\u2019immagine da drone aiuta a comprendere meglio il differenziamento della risposta colturale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"479\" height=\"183\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-differenziazione-della-risposta-colturale.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2125\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-differenziazione-della-risposta-colturale.png 479w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-differenziazione-della-risposta-colturale-300x115.png 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se da un lato il drone \u00e8 vincente per la risoluzione e l\u2019applicazione in agricoltura di precisione, dall\u2019altro il confronto con il satellite \u00e8 perdente in termini economici e di expertise necessari (es. voli con il drone su superfici ampie, analisi delle immagini, etc.). <span style=\"text-decoration: underline;\">Poi vi sono le problematiche relative all\u2019informazione che possiamo ottenere in termini di indici sullo stato di salute della pianta, capaci o meno di aiutare realmente la gestione sostenibile e di precisione.<\/span> Un drone da solo non misura nulla, al massimo vola; quello che pu\u00f2 misurare dipende dal sensore o  dalla camera che trasporta. <br>Uno standard di camera multispettrale (VNIR) utilizzata in agricoltura \u00e8 quella a 5 bande (Blu, Green, Red, Rededge e NIR) che ti consente di calcolare diversi indici vegetazionali quali NDVI, RENDVI, CVI, TVI, GNVI. etc.. Molti di questi danno informazioni indirette sullo stato nutrizionale della pianta (ad es. carenze di azoto) o in generale sono utili a seguire nel tempo lo sviluppo della pianta e riconoscere pattern spaziali per indirizzare i controlli puntuali a terra. <br>Un limite importante \u00e8 che da questa tecnologia a 5 bande (VNIR) non si riesce a determinare lo stress idrico della coltura con indici efficienti nel determinare il contenuto idrico fogliare &#8211; e quindi lo stress -, poich\u00e9 essi lavorano nelle bande coinvolte nella regione dello Short-Wave Infrared (SWIR).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"356\" height=\"138\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-SWIR.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2127\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-SWIR.png 356w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-SWIR-300x116.png 300w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><figcaption>(Modificata da <a href=\"https:\/\/www.middletonspectral.com\/resources\/what-is-hyperspectral-imaging\/\">https:\/\/www.middletonspectral.com\/resources\/what-is-hyperspectral-imaging\/<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con buona probabilit\u00e0, dal calcolo degli indici vegetazionali ottenibili si avrebbe una informazione limitata e non completa per un utilizzo proficuo alla risoluzione della problematica,&nbsp; con la possibilit\u00e0 di generare una errata valutazione. Da qui la necessit\u00e0 di procedere con ulteriori e costose indagini di campo e monitoraggio (per es. variabilit\u00e0 spaziale suolo, misure dirette sulla pianta, etc.) che si prolungherebbero per pi\u00f9 cicli colturali. <br>Con questo cosa voglio dire? Voglio dire che il drone per alcune cose non \u00e8 la migliore soluzione, e torniamo sulla questione della \u201cconoscenza\u201d del sistema.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel lavoro citato abbiamo cercato &#8211; e fortunatamente siamo riusciti &#8211; a creare e validare un modello matematico di Machine Learning basato su reti neurali,<\/span> capace di migliorare la risoluzione dell\u2019immagine da satellite Sentinel 2\u00b0 in vigna, consentendo di fatto l\u2019utilizzo di bande che non ci limitano nell\u2019esplorazione dello stato della pianta nel vigneto (hai le informazioni nello SWIR e puoi calcolarti indici sensibili al cambio di contenuto idrico della chioma come l\u2019NDII -Normalized Difference Infrared Index- Hardisky et al., 1983, cosa improponibile attualmente con i droni). <br>Inoltre, mi piace sottolineare un aspetto innovativo di tale lavoro unico in letteratura e cio\u00e8 la validazione del modello d\u2019incremento della risoluzione delle immagini Sentinel attraverso l\u2019analisi retrospettiva dei segnali registrati proveniente dal legno delle piante durante le annate precedenti &nbsp;(in particolare lo stress idrico). <br>Una visione interdisciplinare che ha consentito di validare un approccio senza dover aspettare anni di monitoraggio. Un lavoro che ha di fatto consolidato un team composto da ricercatori del CNR, dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli Federico II, dell\u2019Universit\u00e0 della Campania \u201cLuigi Vanvitelli\u201d e dell\u2019Universit\u00e0 di Haifa che ancora oggi lavorano insieme con entusiasmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, per quel che riguarda i <span style=\"text-decoration: underline;\">sistemi di supporto alle decisioni (D.S.S.) per la vigna<\/span> vorrei sottolineare che non basta avere un modello numerico per descrivere un fenomeno. I modelli numerici implementati in tali sistemi, ad esempio per la previsione di un determinato attacco fitopatologico, diventano performanti se trasferiti ed adattati al sito d\u2019utilizzo attraverso verifiche di campo. Ad esempio, un modello di previsione dello stress idrico non pu\u00f2  descrivere correttamente lo stato idrico della pianta se non vengono fornite informazioni corrette, sito specifiche, del suolo e delle caratteristiche idrologiche dei suoi orizzonti.<\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">La mia conclusione a questa domanda \u00e8 che la tecnologia \u00e8 utile, probabilmente l\u2019unico mezzo per affrontare le sfide future, ma vi sono limiti oggettivi nel suo utilizzo <em>sic et simpliciter<\/em>, per cui la competizione attuale \u00e8 comprendere, caso per caso, cosa sia veramente utile monitorare ed in che modo.<\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo esempio di applicazione delle nuove tecnologie in ambito vitivinicolo, utile ad affrontare l\u2019attuale e futuro cambiamento climatico, \u00e8 la possibilit\u00e0 di ottimizzare e gestire in remoto le irrigazioni.&nbsp; Tali tecnologie sono ben sviluppate nell\u2019agricoltura intensiva da food e pronte per un loro utilizzo in ambito vitivinicolo. Ma l\u2019assenza di adeguate conoscenze fisiologiche varietali &nbsp;sulle relazioni tra stress idrico e risposta colturale ci limiter\u00e0 nel raggiungimento delle attuali rese qualitative. Dobbiamo quindi sforzarci di studiare ed imparare come gestire lo stress idrico in maniera funzionale per ogni cultivar al fine di ottenere le caratteristiche quali-quantitative desiderate delle bacche. E su questo abbiamo molto ancora da fare sulle cultivar nostrane.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Uno dei tuoi \u201ccavalli di battaglia\u201d \u00e8 il concetto di <em>terroir<\/em>. Infatti, hai scritto diversi lavori in merito, l\u2019ultimo dei quali, apparso su una rivista molto diffusa in ambito scientifico, ha titolo: \u201c<\/strong><a href=\"https:\/\/www.frontiersin.org\/articles\/10.3389\/feart.2020.539377\/full\"><strong>Unbiased scientific approaches to the study of terroir are needed!<\/strong><\/a><strong>\u201d. <\/strong><br><strong>Come mai parli di \u201cuso ed abuso del concetto di <em>terroir<\/em>\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"660\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-1024x660.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1136\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-1024x660.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-300x193.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-768x495.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-1536x989.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-2048x1319.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-500x322.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-800x515.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-1280x824.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-1920x1237.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-621x400.jpg 621w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/chateau-Margaux-850x547.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Tutti tendiamo a legare i prodotti agricoli ai territori di provenienza ed alle annate, ma spesso lo si fa con estrema superficialit\u00e0 e semplificazione. Molti viticoltori, consulenti aziendali e personale scientifico coinvolti in vigna, hanno una conoscenza empirica della robustezza delle relazioni che si verificano in un dato sito tra il sistema suolo-pianta-atmosfera e la composizione delle uve e dei vini prodotti: ci\u00f2 che manca nella maggior parte dei casi \u00e8 una comprensione quantitativa di queste relazioni. In pratica in molti casi il concetto di terroir resta chiuso in un black box di cui non si conoscono i processi che portano a quella specifica caratteristica dell\u2019uva e del vino. Si conoscono i caratteri intrinseci del territorio, come varia il clima, l\u2019esposizione, la geologia, la tipologia di tessitura del suolo, ma non si entra nel merito dei processi per poterli quantificare ed immaginare di gestire.<\/p>\n\n\n\n<p>Se guardiamo alle aree DOCG, che rappresentano aree con condizioni peculiari di connessione della qualit\u00e0 di un prodotto ad uno specifico territorio, assimilabili al terroir, ci si rende conto che la delimitazione di tali aree non ha nulla a che vedere con le relazioni ed i processi enunciati in precedenza, ma nascono da logiche differenti. Nella maggior parte dei casi sono limiti amministrativi che per\u00f2 di fatto indirettamente sostengono che <strong>in un territorio<\/strong> la risposta del sistema SPA per uno specifico vitigno, con una caratteristica gestione, porta alla produzione di uno specifico vino di alta qualit\u00e0, certificabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ben sappiamo la storia \u00e8 diversa, la variabilit\u00e0 spaziale del suolo \u00e8 elevata, e lo \u00e8 soprattutto nelle aree a morfologia complessa dove l\u2019uomo ha agito per preparare i versanti per l\u2019impianto del vigneto. Tale variabilit\u00e0 produce relazioni suolo-pianta differenti a cui si aggiunge la micro-variabilit\u00e0 climatica. &nbsp;Ad esempio, dai primi dati registrati in un vigneto di Aglianico collocato su un versante di circa 130 m (Az. Tenuta Cavalier Pepe (AV), progetto MISE SENSOBIO- Sensori Biodegradabili per applicazioni in Agricoltura di Precisione) \u00e8 emersa chiaramente un gradiente termico importante (differenza durante la giornata che raggiunge anche i 2\u00b0C) e la presenza di variazioni consistenti degli andamenti tra monte e valle di tutte le variabili climatiche monitorate (es. radiazione solare, velocit\u00e0 del vento,\u2026etc.). Se consideriamo a questo, l\u2019effetto delle variabilit\u00e0 spaziale dei suoli lungo il versante, ci troviamo difronte a due \u201cmondi\u201d differenti tra monte e valle sia in termini di gestione che di potenzialit\u00e0 produttive. Ovviamente parte della variabilit\u00e0 spaziale dei vigneti pu\u00f2 essere affrontata e \u201cmitigata\u201d da una gestione differenziata in vigna, ma in molti casi ci\u00f2 non basta perch\u00e9 il segnale dell\u2019interazione suolo-clima sar\u00e0 sempre pi\u00f9 forte dell\u2019effetto delle azioni realizzate dall\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In conclusione quello che manca \u00e8 uno studio di caratterizzazione delle aree viticole volto a comprenderne i processi e le relazioni per poter effettivamente definirne i limiti spaziali di un effettivo terroir<\/strong>. <strong>Inoltre,<\/strong> <strong>con queste conoscenze sar\u00e0 pi\u00f9 semplice affrontare le sfide attuali e future come ad esempio il cambiamento climatico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Puoi dare ai nostri lettori una tua definizione oggettiva, se di oggettivit\u00e0 sia mai possibile parlare in merito a questo tema, di <em>terroir<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"719\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-1024x719.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1516\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-1024x719.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-300x211.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-768x540.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-500x351.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-800x562.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-569x400.jpg 569w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee-850x597.jpg 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/cru-Vosne-Romanee.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho difficolt\u00e0 a rispondere, poich\u00e9 esistono diverse definizioni abbracciate da scienziati che lavorano nel settore vitivinicolo nelle quali in parte mi ci ritrovo. Certamente se dovessi per\u00f2 dire la mia stresserei solo due aspetti fondamentali per una definizione: le caratteristiche intrinseche del territorio ed il fattore umano prima della trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto potrebbe essere: <strong>\u201cUna porzione di territorio gestita dall\u2019uomo, capace di generare interazioni uniche tra il suolo, il vitigno ed il clima tali da produrre una composizione delle bacche ottimale per uno specifico obiettivo enologico\u201d.<\/strong>&nbsp; Di fatto questa definizione mira al lavoro di Barham del 2003 (\u201cTranslating terroir: the global challenge of the French AOC labelling\u201d <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0743-0167(02)00052-9\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0743-0167(02)00052-9<\/a>)&nbsp; e cio\u00e8 ai fattori naturali e quelli umani prima della trasformazione. Ed in ogni caso non distante dal punto di vista di van Leeuwen espresso nel 2016 all\u2019undicesimo International Terroir Congress in Oregon-USA (\u201cUnderstanding and managing wine production from different terroirs\u201d) dove il concetto di terroir \u00e8 ristretto all\u2019interazione della vite con l&#8217;ambiente (concetto di ecosistema).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella tua definizione di <em>terroir <\/em>ti rifai a quella di OIV. Lasciando da parte l\u2019origine consolidata e comunemente accettata di <em>terroir<\/em>, che \u00e8 quella della scuola di Bordeaux, che ne pensi di quella che invece ne d\u00e0 l\u2019INAO che cos\u00ec riporta: <em>Spazio geografico delimitato, nel quale una comunit\u00e0 umana ha costruito, nel corso della sua storia, un sapere comune per la produzione, fondato su un sistema di interazioni tra un mezzo fisico e biologico e un insieme di fattori umani. Gli itinerari socio-tecnici messi cos\u00ec in gioco rivelano una originalit\u00e0, conferiscono una tipicit\u00e0 e conducono ad una reputazione per un bene originario di questo spazio geografico<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 notare da questa definizione dell\u2019INAO, il concetto di terroir \u00e8 un concetto ampio che abbraccia tante e troppe cose, diventando di difficile focalizzazione e troppo generico. Per tale motivo preferisco guardare alle caratteristiche intrinseche ed alle relazioni del sistema suolo-pianta-atmosfera rispetto alla composizione e qualit\u00e0 delle uve. Tali informazioni possono essere quantificate e studiate per rafforzare il concetto di terroir e non sminuirlo. Certamente l\u2019uomo agisce sul territorio modificando le interazioni che avvengono nel sistema SPA, in alcuni casi positivamente ed in altri creando problemi. Un esempio positivo sono gli effetti dell\u2019opera dell\u2019uomo nei vigneti della regione del M\u00e9doc (Bordeaux). In origine vi erano pochi vigneti a causa della topografia piatta e paludosa, dopo che le paludi furono prosciugate a met\u00e0 del XVII secolo, tale area divenne una regione di vini pregiati. In particolare nei suoli pesanti della zona del M\u00e9doc settentrionale ed in alcune pianure alluvionali sono stati realizzati sistemi di drenaggio, modificando di fatto le propriet\u00e0 intrinseche del territorio ma ottenendo benefici evidenti per le viti. Un effetto negativo pu\u00f2 essere la riorganizzazione di un versante pre-impianto con mezzi pesanti che di fatto modifica il sistema SPA, poich\u00e9 modifica la componente suolo aumentandone la sua variabilit\u00e0 spaziale e con essa la disomogeneit\u00e0 di comportamento delle viti nel vigneto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi il <em>terroir<\/em> consente la produzione di vini unici, ovvero tipici per un determinato territorio e la AP dovrebbe essere di grande supporto. A tuo avviso \u00e8 possibile che vi sia il rischio che&nbsp;il supporto dato da questa tecnica non si riduca poi ad un appiattimento del <em>terroir <\/em>e un suo stravolgimento invece che ad un suo rafforzamento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"498\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-1024x498.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2206\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-1024x498.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-300x146.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-768x373.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-1536x747.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-2048x996.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-500x243.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-800x389.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-1280x622.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-1920x933.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-823x400.jpg 823w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/20180619_200235-850x413.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019agricoltura di precisione pu\u00f2 realmente supportare l\u2019agricoltore nelle scelte e nella gestione, dando anche informazioni utili a migliorare il marketing. Il problema \u00e8 che l\u2019agricoltura di precisione non \u00e8 mettere un sensore in campo o fare una mappa di NDVI, ma \u00e8 conoscenza del sistema SPA che si sta gestendo e monitorando. I sensori e le mappe da camere multispettrali equipaggiate su droni aiutano a monitorare qualcosa che avviene in campo, ma non ti dicono come agire. <strong>La trasformazione di questa informazione in un\u2019azione mirata da parte dell\u2019agricoltore \u00e8 figlia della conoscenza dei meccanismi causa-effetto, delle caratteristiche intrinseche del vigneto e degli obiettivi enologici da perseguire<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnologia \u00e8 solo una grande opportunit\u00e0. Se conosci le caratteristiche spaziali del tuo sistema ed i meccanismi che intercorrono puoi modulare la risposta della pianta nella direzione dell\u2019obiettivo enologico prefissato, viceversa si possono commettere errori e spendere soldi in pratiche inutili (come l\u2019utilizzo di sensori in campo in eccesso).<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, se l\u2019attuazione dell\u2019agricoltura di precisione passa attraverso la conoscenza e lo studio del sistema, essa pu\u00f2 solo rafforzare il concetto di terroir in quanto consente di definire il concetto di potenziale enologico di un territorio. Con tale premessa si va a far luce nel legame tra il vino e il territorio di origine, definendo di fatto la tipicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla luce di quanto hai detto finora sul <em>terroir<\/em>, cosa intendi nel tuo paper per storytelling del marketing? Ti riferisci, per caso, all\u2019utilizzo in comunicazione di determinati <em>topoi<\/em> <em>market oriented<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Semplicemente che il termine terroir \u00e8 utilizzato in tanti contesti e molte volte anche in modo impreciso. Questo perch\u00e9 l\u2019utilizzo di tale termine \u00e8 chic, fa trendy, creando confusione anche in ambito scientifico. Probabilmente l\u2019ampiezza della definizione di terroir produce questa generalizzazione ed un suo utilizzo a volte spudorato nel marketing senza la presenza di un reale nesso tra la qualit\u00e0 del vino ed il terroir di cui i parla. Il problema di fondo \u00e8 che studiare la vigna ed il terroir (stiamo parlando di sistemi multiscala), in termini di effetto terroir e riuscire a riconoscerne in esso l\u2019azione dell\u2019uomo e delle caratteristiche intrinseche, richiede gruppi multidisciplinari di lavoro e tanto tempo ed energie.&nbsp; Risulta pi\u00f9 semplice andare per concetti ampi che poi vengono accettati da altri che se ne appropriano per semplificare la discussione. Resto sempre molto basito quando leggo ad es. del rapporto tra tessitura del suolo e caratteristiche organolettiche del vino: al limite della pozione magica di Paronamix!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come tradizione per questo blog, \u00e8 arrivato il momento della domanda provocatoria n.1: ipotizziamo che ti fosse messo a disposizione un fondo illimitato da poter gestire per la viticultura. Non hai vincoli, non hai controlli, nessuna necessit\u00e0 di rendicontazione e nemmeno limitazioni di spazio. Puoi decidere tu il territorio. Un sogno, insomma. Cosa faresti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Farei pi\u00f9 o meno quello che faccio ora con i miei colleghi nel progetto regionale PSR GREASE su vitigno Greco (<a href=\"http:\/\/www.progettogrease.com\">www.progettogrease.com<\/a> ), cio\u00e8 cercherei di imparare cose nuove coinvolgendo nei miei studi colleghi provenienti da settori diversi che hanno una visione interdisciplinare del vigneto. Mi confronterei con colleghi provenienti da realt\u00e0 diverse ed utilizzerei parte di quei soldi per fare viaggi e studiare sistemi viticoli in ambienti differenti dai nostri. <br>Inoltre, investirei localmente in divulgazione tra le aziende e consulenti, e realizzerei studi in aziende pilota per dimostrare l\u2019importanza di quello che molti di noi fanno in ambito scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Domanda provocatoria n. 2: cosa pensi della moda che si chiama \u201cagricoltura biodinamica\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-923x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2135\" width=\"551\" height=\"611\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-923x1024.jpg 923w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-270x300.jpg 270w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-768x852.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-500x555.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-800x887.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-721x800.jpg 721w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-361x400.jpg 361w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-300x333.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica-850x943.jpg 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Antonello-e-la-biodinamica.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Penso che &#8220;l\u2019arte va premiata&#8221; (cit. Tot\u00f2). <br>Credo che molti ci cadranno dentro perch\u00e9 \u00e8 trendy, si possono fare dei bei fal\u00f2, suonare la chitarra insieme ed invocare gli dei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ultimissima: qual \u00e8 il tuo vino preferito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2142\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-500x333.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-800x533.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-1280x854.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-1920x1280.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/aglianico-850x567.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Az. Agricola Donna Elvira<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ce ne sono diversi, l\u2019ultimo che mi ha soddisfatto \u00e8 un Greco di Tufo dell\u2019azienda Donna Elvira, il cui enologo \u00e8 il Dott. Agr. Arturo Erbaggio. Una nuova realt\u00e0 enologica che ho visitato recentemente (\u00e8 importante vedere con mano da dove nasce un vino) che con piacere riporto perch\u00e9 nasce da una visione nuova in cui la conoscenza della vigna e dei caratteri del territorio sono ricercati non per mero marketing ma per migliorarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grazie! intervista interessantissima.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 17<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>Antonello Bonfante \u00e8 attualmente primo ricercatore presso l\u2019Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFoM) del CNR. Dal 2013 al 2018 \u00e8 stato professore a contratto presso l\u2019Universit\u00e0 di Salerno dove ha insegnato pedologia. 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Dal 2013 al 2018 \u00e8 stato professore a contratto presso l\u2019Universit\u00e0 di Salerno dove ha insegnato pedologia. 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