{"id":2409,"date":"2021-03-04T13:51:31","date_gmt":"2021-03-04T12:51:31","guid":{"rendered":"https:\/\/vinosa.it\/?p=2409"},"modified":"2023-11-07T11:53:12","modified_gmt":"2023-11-07T10:53:12","slug":"il-vino-nella-scienza-e-la-scienza-del-vino-quattro-chiacchiere-con-lenologa-graziana-grassini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vinosa.it\/en\/il-vino-nella-scienza-e-la-scienza-del-vino-quattro-chiacchiere-con-lenologa-graziana-grassini\/","title":{"rendered":"Il vino nella scienza e la scienza del vino. Quattro chiacchiere con l&#8217;enologo: Graziana Grassini"},"content":{"rendered":"\n<p>Graziana Grassini, lei \u00e8 uno dei miei miti assoluti del mondo dell&#8217;enologia. Una donna e una professionista di grandissima classe e di inestimabile levatura.<br>Le ho fatto una corte lunghissima prima di riuscire a strapparle questa intervista che davvero questa volta avrei voluto fosse viso a viso. So che mi sono persa molti dettagli che sarebbe stato prezioso riportare anche a chi legge. Le espressioni, gli sguardi, i sorrisi o le frecciate di una persona che ha dispiegato tutta la potenza delle sue conoscenze e ha raggiunto risultati difficili da eguagliare. <br>Mi accontento e condivido la chiacchierata con la Lady del vino pi\u00f9 famosa d&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2441\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-500x333.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-800x533.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-1920x1280.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889-850x567.jpg 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DC_5889.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Partiamo!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Graziana, ci diamo del tu e come prima domanda ti chiedo come \u00e8 iniziata la tua avventura nel mondo dell\u2019enologia. E, ancor prima, quella nella chimica analitica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin da bambina sono sempre stata affascinata dal mondo della scienza, ma percependo lo studio \u201ca tavolino\u201d solo come il mezzo necessario per arrivare con la giusta preparazione alla sperimentazione, che era l\u2019obiettivo ultimo che realmente mi attirava, per quell\u2019esigenza, che gi\u00e0 sentivo, di \u201cmuovere le mani per creare qualcosa di nuovo\u201d. Fu cos\u00ec che, seppure al tempo i miei insegnanti consigliassero la strada del Liceo per i miei brillanti risultati scolastici, optai senza alcun dubbio per l\u2019Istituto tecnico industriale per chimici e poi, con la maturit\u00e0 in tasca, mi cimentai con successo con il test d\u2019ingresso alla Scuola Normale Superiore di Pisa. <br>Ma in cuor mio il mio futuro era gi\u00e0 disegnato: a soli diciannove anni ho realizzato il mio sogno di bambina di \u201cmuovere le mani per ottenere risultati creativi\u201d, fondando nella mia terra natale un piccolo laboratorio di analisi agroalimentare, che, ero certa, mi avrebbe dato l\u2019attesa soddisfazione. <br>\u00c8 nato, cos\u00ec, il <a href=\"https:\/\/www.caimgroup.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro Analisi CAIM<\/a>, che, pure ingrandito e aggiornato alle ultime tecnologie, \u00e8 ancora oggi il mio laboratorio di analisi e non solo, \u00e8 anche centro di consulenza e Agenzia Formativa accreditata dalla Regione Toscana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2450\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-500x333.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-800x533.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-1920x1280.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Caim-850x567.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>CAIM Group<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una scelta sicuramente molto coraggiosa, specie in quel periodo in Maremma, e anche difficile da portare avanti perch\u00e9 costosa e complessa: ero ancora molto giovane, sapevo fare le analisi molto bene, ma talvolta non riuscivo a interpretare altrettanto bene i risultati. E a darmi del filo da torcere fu proprio il vino. Semplice da analizzare ma estremamente complesso da capire. Al di l\u00e0 del suo colore, delle sue qualit\u00e0 sensoriali, che avevo peraltro apprezzato sin da piccola quando rubavo piccoli sorsi dal bicchiere di mio padre, mi resi conto che dentro a quel bicchiere c\u2019era tutto un mondo da scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciai a sognare di diventare enologo quando ancora questa figura non esisteva. E, sebbene l\u2019enotecnico fosse una figura prettamente maschile, non mi posi alcun problema a intraprendere questo nuovo percorso, senza peraltro incontrare difficolt\u00e0 legate al genere. Appena diplomata entrai a far parte dell\u2019Associazione enotecnici della Toscana, dove ebbi l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere Giacomo Tachis, diventato con il tempo il mio riferimento, il mio pi\u00f9 grande amico, il mio maestro.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2412\" width=\"713\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis.jpg 900w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-500x333.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-800x533.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Giacomo-Tachis-850x567.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 713px) 100vw, 713px\" \/><figcaption>Giacomo Tachis<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Ci racconti due cose di Tachis? Come \u00e8 stato? Un episodio da <em>memorabilia<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo aveva una considerevole personalit\u00e0 e una grandissima cultura combinate ad un carattere non facile. Parlava poco ma con lo sguardo ti faceva capire tutto. Mirava alla perfezione ed esigeva la precisione, la puntualit\u00e0. <br>Amava lo studio, cos\u00ec come lo amo io. L\u2019ultima volta che lo vidi, al momento di salutarmi, guardandomi fisso negli occhi, tenendomi per mano, mi disse: \u201cGraziana, studia sempre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta gli chiesi che cosa intendeva per \u201cGrande Vino\u201d. Mi rispose chiudendo gli occhi, mentre si dondolava sulla sua poltrona: <em>\u201cVedi, Graziana, un grande vino \u00e8 quello che, bevendone un sorso e chiudendo gli occhi, ti fa vedere l\u2019immenso\u201d<\/em>. Mi fece riflettere tantissimo, in effetti aveva ragione. \u00c8 un ricordo a me molto caro, che mi affiora alla mente ogniqualvolta degusto vini importanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poniamo che io mi rivolga a te perch\u00e9 da perfetta principiante ho deciso di darmi alla viticoltura, quali sono i passi che mi faresti fare per avere, in cinque anni, un vigneto produttivo con un progetto enologico convincente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto enologico rappresenta il punto di partenza, deve essere valutato e ben capito dal Consulente che supporta l\u2019azienda, per cui lo analizzerei bene con te per comprendere il tuo obiettivo, ed in particolare la tipologia di vino che hai deciso di produrre, soprattutto con riguardo ai vitigni con cui intendi realizzarlo, e la capacit\u00e0 reale del prodotto finale di essere in linea con le esigenze di mercato. <br>Deve risultare convincente, sia, e soprattutto, per te che lo devi realizzare, con passione e ed energia, sia per me, che sono chiamata a supportarti e a consigliarti e indirizzarti lungo il percorso, e sia, infine, per il consumatore, per indurlo a scegliere di bere il tuo vino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/video-1-Graziana.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima cosa da prendere in considerazione \u00e8 il terreno dove hai deciso di impiantare il vigneto, in quanto non \u00e8 detto che presenti le condizioni migliori per raggiungere il tuo risultato prefisso. Il tipo di terreno, in particolare la sua natura geo-pedologica, unita alla costituzione chimica, alla giacitura e all\u2019esposizione, hanno un impatto fondamentale sulle caratteristiche compositive ed organolettiche del vino.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, se non ci sono <em>ab origine<\/em> le condizioni ambientali ideali occorre modificare l\u2019obiettivo enologico, individuando vitigni, cloni e portinnesti appropriati per esaltare il territorio, e, di conseguenza, progettando la cantina ed adottando le tecniche di vinificazione pi\u00f9 opportune.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente, occorre scegliere il clone del vitigno\/vitigni ed il portainnesto che pi\u00f9 sono adatti al terreno e alle condizioni climatiche del luogo. Cosa non facile, anche se oggi sono disponibili molte informazioni utili, grazie alle numerose zonazioni viticole su variet\u00e0, cloni e portinnesti, che hanno interessato parte delle zone viticole italiane, ed ai numerosi test condotti dai centri di ricerca e dalle universit\u00e0. L\u2019interpretazione dei dati esistenti deve essere, comunque, mediata da tecnici esperti: personalmente mi avvalgo del Dr. Stefano Pinzauti, che considero tra i massimi esperti di interazione suolo-vitigno.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2416\" width=\"642\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1024x683.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-300x200.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-768x512.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1536x1024.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-500x333.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-800x533.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1280x853.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-600x400.png 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-850x567.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La penultima fase \u00e8 costituita dall\u2019impianto del vigneto. Due aspetti importanti, spesso trascurati, consistono nell\u2019adeguata preparazione del terreno e nello scasso, svolti adottando le tecniche migliori per il tipo di terreno che abbiamo, iniziando almeno un anno prima dell\u2019impianto e nei periodi giusti, che nelle nostre zone coincidono con l\u2019inizio dell\u2019estate, per terminare entro la fine dell\u2019estate. Di notevole importanza sono le sistemazioni idraulico-agrarie ed i drenaggi, che devono essere progettati con razionalit\u00e0, secondo l\u2019effettivo bisogno, tenendo conto delle caratteristiche del terreno e della posizione delle eventuali falde acquifere superficiali. Spesso per mancanza di programmazione si vedono impianti fatti in fretta, in periodi sbagliati, con terreno umido, ed i risultati negativi si vedono nel tempo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2418\" width=\"654\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-1024x683.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-300x200.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-768x512.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-1536x1024.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-500x333.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-800x533.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-1280x853.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-600x400.png 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1-850x567.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-1.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 654px) 100vw, 654px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Infine, si proceder\u00e0 con la messa a dimora delle barbatelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunti a questo punto, si dovranno attendere almeno altri cinque anni prima di poter avanzare un giudizio realistico sull\u2019effettivo soddisfacimento delle aspettative iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo anno di vita delle barbatelle \u00e8 di primaria importanza proteggere l\u2019apparato epigeo: ogni foglia \u00e8 fondamentale. Nessuna patologia, nessuno stress idrico, nessuna competizione con erbe infestanti deve limitare lo sviluppo vegetativo. \u00c8 un anno di accumulo di sostanze di riserva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo anno, oltre ad evitare gli stress precedentemente menzionati, si deve integrare una nutrizione per via radicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo anno si avr\u00e0 una prima produzione che, seppure ancora molto esigua, si rivela fondamentale per capire se gli studi, le analisi e gli interventi preparatori degli anni precedenti sono stati indirizzati nella giusta direzione e stanno realmente conducendo ai risultati attesi. Prima dell\u2019invaiatura questi grappoli devono essere tagliati. Una pianta in salute differenzia gemme a fiore appena le \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo anno \u00e8 il momento decisivo per impostare una forma di allevamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel quarto anno l\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di ricercare l\u2019equilibrio vegeto-produttivo per non avere eccessi di vigoria oppure di produzione, regolando carico di gemme, lavorazioni del terreno e fertilizzazioni e mantenendo sempre la pianta ben protetta da patogeni.<\/p>\n\n\n\n<p>Al quinto anno, seguendo le orme del quarto, ecco che finalmente sar\u00f2 in grado di consegnarti il vigneto in produzione e completamente rispondente al progetto enologico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vino e scienza, scienza e vino. La scienza si basa sul metodo scientifico che prevede ripetibilit\u00e0 e riproducibilit\u00e0. Per\u00f2 bisogna ammettere che questo fa un poco a pugni con l\u2019impossibilit\u00e0 di produrre vini identici dalle medesime uve coltivate in ambienti differenti. Ed allora quanto la scienza aiuta la produzione dei vini, ma soprattutto quanto l\u2019arte dell\u2019enologo consente di migliorare la scienza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la produzione del vino occorre conoscere molto bene le diverse discipline scientifiche che sono comprese nell\u2019Enologia. Di fondamentale importanza sono la microbiologia e la biochimica, con i biochimismi dei molteplici processi coinvolti nelle diverse fasi di trasformazione dell\u2019uva in vino, dalla raccolta delle uve, alla fermentazione alcolica e malolattica, fino alla maturazione e all\u2019affinamento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2432\" width=\"663\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-1024x683.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-300x200.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-768x512.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-1536x1024.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-500x333.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-800x533.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-1280x853.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-600x400.png 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1-850x567.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-2-1.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 663px) 100vw, 663px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Conoscenza e saper fare sono gli ingredienti per ottenere un prodotto corretto nella sua espressione organolettica. Il metodo scientifico non pu\u00f2 essere applicato al vino se non a scopo di ricerca: la scienza \u00e8 fondamentale, ma poi \u00e8 l\u2019arte che fa la differenza. L\u2019arte intesa come il saper fare del buon enologo, il suo saper mettere in pratica le conoscenze acquisite e, attraverso l\u2019esperienza, il suo saper guidare i diversi processi di trasformazione fino al risultato individuato, al fine di trasmettere agli altri, attraverso le caratteristiche del vino, quella che poi \u00e8 la filosofia stessa del produttore interpretata dall\u2019enologo: la sua capacit\u00e0 di creare, attraverso lo studio delle peculiarit\u00e0 del vitigno come risultato dell\u2019interazione con il suolo nelle condizioni climatiche in cui vive, un prodotto che, pur se frutto di analisi e ricerche scientifiche, pi\u00f9 di molti altri \u00e8 capace di stimolare sensazioni ed emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole chiave del binomio scienza e vino sono conoscere, saper fare, interpretare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2422\" width=\"653\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-1024x683.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-300x200.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-768x512.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-1536x1024.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-500x333.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-800x533.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-1280x853.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-600x400.png 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3-850x567.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-3.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Per produrre il vino le conoscenze tecniche costituiscono la base fondamentale e imprescindibile, ma da sole non bastano: per dare al vino quel guizzo, quella personalit\u00e0 che lo facciano emergere e lo collochino tra le eccellenze sono necessarie anche la sensibilit\u00e0, il gusto e l\u2019arte che il buon enologo utilizzer\u00e0 proprio per indirizzare le sue ricerche scientifiche lungo percorsi che il solo approccio razionale non avrebbe neppure consentito di ipotizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso si pu\u00f2 affermare che l\u2019enologo \u00e8 in grado di indirizzare e migliorare la scienza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In una tua intervista asserivi che l\u2019enologo \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 \u201cl\u2019enologo \u00e8 scienziato ma deve essere uno scienziato emozionato\u201d. Bellissima definizione. Non pensi per\u00f2 che di questi tempi la gente tende a porre l\u2019accento pi\u00f9 sulle emozioni che sulla scienza col rischio di derive assurde come, ho sentito da poco una cosa tipo \u201csono scienziato ma credo nella biodinamica\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019enologo deve necessariamente essere uno \u201cscienziato emozionato\u201d proprio perch\u00e9 deve indubbiamente conoscere approfonditamente le diverse discipline scientifiche che costituiscono l\u2019enologia, ma deve anche avere la capacit\u00e0 di percepire ci\u00f2 che il vino vuole trasmettere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/video-vigneto-per-intervista-Graziana-Grassini.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p>Il vino deve essere ascoltato, e solo un enologo emozionato \u2013 ma colto \u2013 pu\u00f2 recepire ci\u00f2 che il vino stesso gli suggerisce. Occorre intelligenza, conoscenza, emozione.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti ci\u00f2 che dici \u00e8 vero, porre troppo l\u2019accento sulle emozioni tralasciando la scienza pu\u00f2 portare a situazioni poco comprensibili ed in effetti pu\u00f2 realmente capitare di incontrare lo scienziato confuso che afferma di essere uno scienziato ma anche di credere nella biodinamica, probabilmente per giustificare una sua scelta di vita pensata a pi\u00f9 stretto contatto e nel rispetto delle regole della natura. E questo pu\u00f2 essere lecito per tutti e quindi anche per lo scienziato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che te ne pare dei vini naturali? E poi, non sarebbe meglio, come si suggerisce ultimamente, di chiamarli ancestrali lasciando da parte questa aggettivazione fuorviante?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I vini sono tutti \u201cnaturali\u201d, perch\u00e9 ottenuti dalla trasformazione del frutto della vite attraverso processi naturali pi\u00f9 o meno controllati dall\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo. Da questo punto di vista, quindi, \u00e8 forse preferibile chiamarli \u201cancestrali\u201d, in quanto l\u2019aggettivazione richiama pi\u00f9 fedelmente il fatto che il vino \u00e8 stato ottenuto da processi spontanei, senza l\u2019intervento dell\u2019uomo, \u201ccome si faceva una volta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In giro \u00e8 possibile trovare tantissima letteratura in cui vengono descritti i meccanismi con cui acqua e nutrienti vengono assorbiti dalle radici e del ruolo che queste componenti hanno all&#8217;interno delle piante. Tuttavia, sappiamo bene che una pianta non pu\u00f2 crescere senza suolo. Certo esistono le coltivazioni cosiddette fuori suolo, ma non in ambito viti-vinicolo. Ho notato che, a fronte della vasta letteratura in merito alla fisiologia vegetale, c&#8217;\u00e8 carenza di letteratura in merito ai meccanismi molecolari che consentono alle componenti della soluzione circolante (acqua e nutrienti in essa disciolti) di diffondersi negli orizzonti di suolo in cui crescono e proliferano le radici. Ho recentemente intervistato Robert White (l&#8217;intervista <a href=\"https:\/\/vinosa.it\/il-vino-nella-scienza-e-la-scienza-del-vino-quattro-chiacchiere-con-lo-scienziato-del-suolo-robert-white\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>) che, da eccezionale chimico del suolo, concordava sul fatto che pur essendoci ottimi studi in merito, ancora la letteratura e le competenze non sono vastissime n\u00e9 diffuse.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Intendo dire che la classica chimica del suolo che rileva l&#8217;importanza del pH, della capacit\u00e0 di scambio, della tessitura e della struttura dei suoli non \u00e8 ben integrata con modelli matematici adeguati in grado di descrivere in che modo acqua e nutrienti ad essa legati sono in grado di muoversi per arrivare alla superficie delle radici. Ovviamente da tutto questo sto escludendo i modelli matematici legati alla fisica classica che sono in grado di descrivere la dinamica dell&#8217;acqua a livello macroscopico, ma non a livello molecolare.&nbsp; Pensi che una conoscenza del genere possa aiutare a migliorare la conoscenza delle viti e possa essere utile a migliorare produzione e qualit\u00e0 delle uve e dei vini da esse ottenute?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non so realmente quanto questo sia attuabile in concreto ma credo sia importante capire attraverso un modello matematico come si muovono acqua e nutrienti nel suolo per arrivare alla superficie delle radici, allo scopo di migliorare la conoscenza delle viti e di conseguenza l\u2019interazione con la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 delle produzioni. E ci\u00f2 sarebbe auspicabile anche per riuscire ad ottimizzare l\u2019apporto di nutrienti e limitare l\u2019impiego dei concimi che vengono somministrati al terreno, spesso basandosi soltanto sul \u201csentito dire\u201d o sui consigli del venditore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>So che in Italia non \u00e8 consentito, ma ti faccio lo stesso questa domanda che, evidentemente, ha solo una rilevanza accademica. Secondo te, l\u2019uso di tecniche definite OGM pu\u00f2 aiutare a migliorare la qualit\u00e0 delle uve e, di conseguenza, anche la qualit\u00e0 dei vini che da esse sono prodotti?<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2428\" width=\"695\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-1024x683.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-300x200.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-768x512.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-1536x1024.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-500x333.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-800x533.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-1280x853.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-600x400.png 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5-850x567.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Foto-per-intervista-Graziana-Grassini-5.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 695px) 100vw, 695px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tralasciando l\u2019aspetto etico, che, pure, \u00e8 di cruciale importanza, credo che queste tecniche abbiano raggiunto una tale livello di perfezione da poter essere considerate \u201csicure\u201d per la salute del consumatore, per cui ritengo alcune tecniche come la cisgenesi e il genome editing possano essere utilmente impiegate anche in viticoltura, in particolare per limitare fino ad arginare e soppiantare del tutto l\u2019uso dei pesticidi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La domanda precedente nasce anche da una considerazione personale legata al fatto che oggi, a parte poche cultivar in piccole zone della penisola, la viticultura si basa sull\u2019uso di piedi americani resistenti alla fillossera. Mi chiedo se le tecnologie genetiche non possano permettere di ottenere delle viti resistenti alla fillossera ed evitare l\u2019uso di innesti. Cosa ne pensi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente con le tecniche genetiche del DNA ricombinante si possono ottenere viti resistenti alla fillossera e, di conseguenza, sarebbe possibile arrivare ad evitare l\u2019uso del piede americano, ma ritengo che la motivazione non sia di importanza tale da giustificare l\u2019utilizzo di una tecnica molto discussa e per di pi\u00f9 accolta con diffidenza dal consumatore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In una tua intervista ti ho sentito dire che il vino ha vita. Questa immagine mi ha molto colpito. Posso chiederti cosa significa per te che un vino vive?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il vino ha vita in quanto reagisce agli stimoli ambientali, talvolta con forza e vivacit\u00e0, ripristinando e conservando le proprie caratteristiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto il mercato enologico pu\u00f2 indirizzare le scelte di un enologo e quanto un enologo pu\u00f2 indirizzare, invece, il mercato? E a proposito, dove stanno andando i mercati? E come cambier\u00e0 la figura e il ruolo dell\u2019enologo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo finale delle aziende \u00e8 che il vino prodotto deve essere venduto e quindi consumato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019enologo ha il compito di capire il gusto del consumatore e di allineare le caratteristiche del vino alle aspettative del mercato, pur senza stravolgerle. Sarebbe inutile, per esempio, proporre al mercato cinese un vino rosso a medio contenuto alcolico, elegante e morbido: se si vuole vendere occorre adattare alla domanda il vino offerto sul mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile che l\u2019enologo riesca ad indirizzare il mercato; con azioni di marketing e comunicazione pu\u00f2 riuscire ad introdurre un vino in un certo mercato, ma non \u00e8 detto che il consumatore lo accolga con favore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ciascun mercato ha esigenze proprie che scaturiscono dall\u2019assetto genetico del consumatore e dalle abitudini del luogo. Il gusto, in particolare, non \u00e8 uguale per tutti: la sua espressione \u00e8 scritta nel nostro DNA e dipende molto dagli stimoli e dalle condizioni ambientali in cui viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove andranno i mercati? \u00c8 difficile da prevedere in questo momento pandemico, probabilmente il consumatore, comunque sempre pi\u00f9 attento ed esigente, ma soggetto a limitazioni della propria libert\u00e0, sar\u00e0 portato ad apprezzare vini decisi e stimolanti, cio\u00e8 vini particolarmente profumati, saporiti, freschi, ricchi di struttura e colore e nel contempo con una tessitura tannica spessa e setosa. Eleganti ma succosi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-705x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2452\" width=\"-22\" height=\"-31\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-705x1024.jpg 705w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-207x300.jpg 207w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-768x1116.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-1057x1536.jpg 1057w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-1410x2048.jpg 1410w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-500x726.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-800x1162.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-1280x1859.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-1920x2789.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-551x800.jpg 551w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-275x400.jpg 275w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-300x436.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-850x1235.jpg 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Anfore-scaled.jpg 1762w\" sizes=\"(max-width: 705px) 100vw, 705px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Quindi, cosa c\u2019\u00e8 dietro un grande vino ora, magari rispetto a qualche decennio fa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una maggiore competenza e la consapevolezza delle potenzialit\u00e0 del territorio e dei vitigni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il trend, come molto appropriatamente affermi tu, \u00e8 quello di vini sempre pi\u00f9 eleganti e meno concentrati. L\u2019anno scorso ho passato quasi un mese in giro per la Toscana ad assaggiare, dalle grandissime aziende alle micro-realt\u00e0 e mi chiedevo quanto questa affermazione sia nazionale o al massimo europea e quanto vada bene anche per altri mercati, come ad esempio gli Stati uniti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Credo che l\u2019eleganza sia un fattore comune a tutti i mercati, almeno per quanto riguarda quella fascia di consumatori pi\u00f9 esperti. La differenza \u00e8 da ricercare nella struttura del vino, nel suo sviluppo gustativo, nella qualit\u00e0 e quantit\u00e0 del tannino. Lavorando sull\u2019eleganza mi sono resa conto che un vino pu\u00f2 essere elegante e nello stesso tempo possedere una certa concentrazione ed anche una tannicit\u00e0 importante, che infatti gioca un ruolo fondamentale nelle sensazioni tattili del vino ai fini della percezione dell\u2019eleganza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Recentemente ho letto un saggio sulla produzione e l\u2019enologia emergente in Cina: \u00e8 un mercato che potrebbe essere di tuo interesse? Che ne pensi anche delle scelte di vitigni che paiono seguire le impronte seguite svariati decenni fa in altre aree del mondo in cui poi si \u00e8 sviluppato un fiorente mercato enologico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo \u00e8 interessante per me, sono curiosa, ma ritengo che il mercato cinese abbia bisogno di enologi che siano nella condizione di dedicare tutto il tempo necessario, che ritengo non sia poco, all\u2019azienda; perci\u00f2, se ricevessi una richiesta di consulenza da un\u2019impresa cinese, pur avendo la curiosit\u00e0 di conoscere nuovi territori e soprattutto di interpretare la filosofia dei produttori cinesi, non potrei accettare perch\u00e9 \u00e8 proprio il tempo l\u2019elemento che in questo momento mi manca del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Relativamente ai vitigni, concordo sulla scelta dei vitigni internazionali, in quanto costituiscono la base ampelografica dei vini pi\u00f9 conosciuti dal mercato cinese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cultivar internazionali versus autoctoni: come la vedi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono importanti entrambe: la scelta dell\u2019una o dell\u2019altra cultivar \u00e8 legata alla vocazionalit\u00e0 dell\u2019area di coltivazione e alle strategie di mercato delle aziende. Le variet\u00e0 autoctone sono sicuramente vocate a un determinato territorio, ma possono essere pi\u00f9 difficili da inserire nel mercato internazionale, quindi meno facili da vendere. Se sussistono le condizioni, le due tipologie di cultivar possono coesistere liberamente ed essere tutte impiegate con pari successo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>So che sei una grande ammiratrice dell\u2019Ansonica: grande cultivar sicilianeggiante. Che ne pensi delle posizioni contrapposte tra le analisi genetiche del professor Massimo Labra &nbsp;&#8211; altro nostro ospite qui &#8211; non sarebbe propriamente un vero autoctono siciliano bens\u00ec originato dalla variet\u00e0 greca Sideritis e Roditis e con una supposta affiliazione genetica con l\u2019Air\u00e8n spagnolo e di contro l\u2019interpretazione della Robinson che attraverso la collaborazione con Vouillamoz, ritiene che tale teoria dipenda solo dall\u2019esiguit\u00e0 degli esemplari analizzati da Labra (non portando tuttavia prove a supporto)?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molte variet\u00e0 provengono dalla Grecia, per cui mi \u00e8 facile pensare che il Prof. Labra abbia ragione, ma, non conoscendo bene il suo lavoro e non essendo il mio mestiere quello della valutazione dei risultati della ricerca scientifica, non mi permetto di azzardare ipotesi o assumere posizioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>So che sei una grande ammiratrice del territorio dell\u2019Etna \u2013 penso soprattutto al versante nord, di grandissima qualit\u00e0 \u2013 che cosa ci faresti tu potendo acquisire magari qualche ettaro in una delle contrade pi\u00f9 promettenti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente impianterei il Nerello Mascalese ed il Carricante, due vitigni che hanno dimostrato di esprimere nel versante sud le loro grandi potenzialit\u00e0. Non ho mai pensato, e tanto meno sognato, di diventare un produttore di vino, ma, se mi si presentasse l\u2019opportunit\u00e0 di acquistare un piccolo appezzamento di terreno, un pensierino sul territorio dell\u2019Etna ce lo farei.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un grande vino: quanto \u00e8 il vino in s\u00e9, quanto la comunicazione dello stesso, quanto ancora i punteggi che poi gli vengono attribuiti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un vino \u00e8 grande per le sue peculiarit\u00e0, per le sensazioni ed emozioni che \u00e8 in grado di generare.<\/p>\n\n\n\n<p>La comunicazione, cos\u00ec come i punteggi che gli vengono attribuiti sono importanti per farlo conoscere ed apprezzare, ma l\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante e che incide di pi\u00f9 \u00e8 il suo modo di essere e di relazionarsi con chi lo consuma. Se il vino ha acquistato la sua fama grazie alla comunicazione ed ai punteggi \u00e8 come un fuoco d\u2019artificio: esplode, splende ma in un attimo si spegne e muore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>So che te lo chiedono tutti e mi adeguo anche io: sei una meravigliosa e affermatissima enologa, penso che molte persone, uomini e donne, farebbero carte false per essere riusciti a fare la tua carriera. Date le recenti diatribe, dalla schwa al femminile per le professioni, dunque: non pensi che ormai non avendo pi\u00f9 nulla da dimostrare a nessuno potresti tranquillamente usare il femminile e farti chiamare enologa? Uno schiaffo ad un mondo davvero maschile e, forse, a volte pure parecchio maschilista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Declino la mia professione al maschile non per aver da dimostrare qualcosa \u2013 in tutta sincerit\u00e0 non ho mai sentito questa esigenza, cos\u00ec come non ho mai avvertito un senso di inferiorit\u00e0 nei confronti di colleghi uomini \u2013, ma per sottolineare il fatto che sono stata tra le prime donne ad esercitare questa professione.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, ritengo che dal punto di vista fonetico la declinazione al femminile di questa bellissima professione non suoni proprio cos\u00ec bene, forse ad evidenziare che all\u2019origine il termine non era stato affatto pensato in una versione \u201cal femminile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che il vero schiaffo, se cos\u00ec lo si vuole appellare, sia stato quello di aver dimostrato al mondo che l\u2019enologo pu\u00f2 essere Donna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo arrivati alle domande finali a cui tutti sottopongo tutti i miei sventurati ospiti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima domanda finale: se disponessi di un finanziamento illimitato e pure a fondo perduto (magari ne esistessero!) cosa faresti? Niente limiti di spesa, niente rendicontazione, niente scadenze.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Utopia pura! Studierei un modello di agricoltura sostenibile ed ecologica, finalizzato al completo abbandono dell\u2019uso dei pesticidi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Seconda domanda finale: Francia o Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo nelle potenzialit\u00e0 del nostro Paese dal punto di vista viticolo ed enologico: la grande diversit\u00e0 di territori, di vitigni, di tradizioni ci permette di ottenere vini unici, autentici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Terza domanda finale: se potessi rifare una annata, quale sceglieresti e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Intendi <em>cancellare<\/em> una annata? Se il senso della domanda \u00e8 questo, rifarei la 2003, in quanto il grande caldo, la mancanza delle escursioni termiche tra giorno e notte, le elevate temperature raggiunte durante il giorno compromisero totalmente la qualit\u00e0 delle uve e quindi dei vini. La ricordo come la peggiore annata.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure intendi <em>ripetere<\/em> la mia \u201cottima annata\u201d, per citare il film? In tal caso l\u2019annata migliore \u00e8 stata sicuramente il 2000, anno che ha segnato il mio passaggio da enologo bianchista ad enologo di grandi vini rossi, in quanto sono approdata a Bolgheri per prestare consulenza all\u2019azienda Caccia al Piano e ho visto gettare le fondamenta della cantina di Fattoria di Magliano a Magliano in Toscana, dove l\u2019anno dopo ho vinificato per la prima volta il Morellino di Scansano Heba ed il blend bordolese Poggio Bestiale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ultima delle ultime: una grande vittoria, una grande festa. Con cosa festeggi e chi vuoi al tuo tavolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sceglierei Sassicaia 2016 e vorrei accanto a me al tavolo mio figlio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2446\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-300x200.jpg 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-768x512.jpg 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-500x333.jpg 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-800x533.jpg 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-1280x853.jpg 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-1920x1280.jpg 1920w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-600x400.jpg 600w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/DS30338-850x567.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Grazie mille Graziana, \u00e8 stato davvero un onore e un privilegio averti mia ospite qui. Buon lavoro e al prossimo calice di capolavori come solo tu sai fare!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-1024x341.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2430\" width=\"600\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-1024x341.png 1024w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-300x100.png 300w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-768x256.png 768w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-1536x512.png 1536w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-500x167.png 500w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-800x267.png 800w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-1280x427.png 1280w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-1000x333.png 1000w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini-850x283.png 850w, https:\/\/vinosa.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/fiori-per-Graziana-Grassini.png 1800w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">Tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 15<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>Graziana Grassini, lei \u00e8 uno dei miei miti assoluti del mondo dell&#8217;enologia. 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Una donna e una professionista di grandissima classe e di inestimabile levatura.Le ho fatto una corte lunghissima prima di riuscire a strapparle questa intervista che davvero questa volta avrei voluto fosse viso a viso. 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